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Dopo un anno di chiesura il Petit Trianon riapre le porte al pubblico

Messaggio di Jean-Jacques Aillagon Presidente dell’«Etablissement public du musée et du domaine national de Versailles».

Dopo un anno di chiusura il Petit Trianon viene restituito ai suoi visitatori. Il luogo ha riacquistato il suo splendore grazie a difficili, accurati interventi e a una bella campagna di restauri. Questi interventi hanno potuto godere della competenza del Capo architetto dei Monumenti storici, Pierre-André Lablaude, unita a quella di Pierre Arizzoli-Clémentel, autorevole responsabile della conservazione del Museo nazionale dei castelli di Versailles e di Trianon, a cui si deve anche la bella mostra su Maria Antonietta di cui è stato di recente il commissario insieme a Xavier Salmon.

Anche se il Petit Trianon fu costruito durante il regno di Luigi XV, è con il suo successore Luigi XVI – il quale ne fece dono alla sua sposa, Maria Antonietta – che il Trianon definì la sua personalità fino a divenire l’emblema stesso del gusto della Regina, il cui monogramma orna l’ammirevole balaustra in ferro battuto del grande scalone. Fra la mostra su Maria Antonietta al Grand Palais e la riapertura del Trianon, il gusto per le arti decorative che caratterizza la seconda metà del XVIII secolo offre una grande occasione a chi intende ammirarlo e studiarlo. Ci si trova a proprio agio qui, in questa perfezione, nel cuore del bel secolo della Francia che non cessa di impressionare e meravigliare il mondo.

Il Petit Trianon, il villaggio della Regina, l’insieme di questa proprietà di Maria Antonietta tanto apprezzata dal pubblico, come anche i «Piccoli appartamenti» di Versailles, sono la testimonianza di quel delicato momento storico della monarchia francese in cui i sovrani e i principi aspiravano alle gioie di una vita più semplice, più «normale». Con Luigi XIV la monarchia non aveva mai cercato di sottrarsi all'obbligo di mettersi in scena e di rappresentarsi. Il Re non si apparteneva e non poteva non «darsi al pubblico».

I suoi successori invece aspiravano all’intimità, alla vita privata, alla tranquillità, a uno stile di vita più simile a quello di un gran signore che a quello del Re Sole, per il quale l’etichetta importata dalla corte di Spagna, a cui lo legavano tanti vincoli familiari, era diventata una regola di vita anche quando si rifugiava al Grand Trianon o a Marly. In una certa misura questa aspirazione a infrangere le norme consacrate della vita di corte del Gran Secolo contribuì paradossalmente a rendere più fragile il sistema monarchico «alla francese» e forse anche a condannarlo, perché la rivoluzione intervenuta negli stili di vita non era stata sostenuta e accompagnata da una rivoluzione delle istituzioni politiche, com'era invece avvenuto in Inghilterra. Ci pensò la Rivoluzione con l'iniziale maiuscola, quella del 1789, a sciogliere drasticamente quel dilemma. Il Petit Trianon, abbandonato il 5 ottobre 1789 per assecondare le richieste del popolo parigino che avanzava minaccioso, chiedendo a gran voce in rientro in città del «fornaio, della fornaia e del piccolo garzone», non è solo testimone della storia del gusto, della storia delle arti ma anche della storia sociale e politica della Francia del Settecento, di quella «storia delle mentalità» che la scuola storica francese ha riportato brillantemente alla ribalta in questi ultimi decenni.

Il restauro del Petit Trianon è un evento eccezionale, non c'è dubbio. A renderlo possibile ha concorso la generosità di un mecenate, la società Breguet, e la passione del Presidente di questa stessa società, l'amico Nicolas G. Hayek. Egli ha stanziato oltre cinque milioni di euro per questo grande intervento, grazie al quale il Trianon di Maria Antonietta non soltanto è stato restituito al suo splendore ma è stato anche dotato di tutte le attrezzature tecniche indispensabili a garantirne la sicurezza e il buon funzionamento. Versailles si arricchisce così dei benefici effetti di un nuovo atto di mecenatismo. La decisione è stata presa ufficialmente con un accordo firmato il 13 giugno 2006 da Nicolas G. Hayek, Presidente e Direttore generale di Breguet, da Arlette-Elsa Emch, membro del Consiglio d'amministrazione di Breguet, e da Christine Albanel, che mi ha preceduto nella carica di Presidente dell’«Etablissement public du musée et du domaine national de Versailles». Quell’accordo si conclude oggi con la riapertura completa di questo magnifico Piccolo Castello, mentre il calendario sottolinea che sono passati già cinque anni dall’entrata in vigore della legge dell’1 agosto 2003 che ha per oggetto il mecenatismo e le fondazioni, legge che io stesso ho sottoposto al voto del Parlamento quando ero Ministro della cultura e della comunicazione. Questa legge ha portato molti bei frutti, e Versailles ha saputo più volte – e sa – come trarne vantaggio. Ne sono particolarmente lieto e noto con ottimismo l’interesse con cui altri possibili mecenati guardano a questo esempio in vista di nuovi interventi sul Domaine di Maria Antonietta. Penso per esempio al «Pavillon Frais», al quale gli American Friends of Versailles hanno espresso il loro attaccamento, al «Belvédère» e alla «Maison rustique de la Reine» nello Hameau.

Mi auguro che coloro che sono ancora esitanti seguano l’esempio entusiasta e generoso di Nicolas G. Hayek. Fedele alla storia plurisecolare di Breguet, da sempre aperto audacemente a tutte le novità e attento ai mutamenti del nostro tempo, egli ha fatto suo l’impegno di intervenire con rigore, efficacia e passione in favore di un patrimonio che appartiene a tutta l’umanità. Spero che queste parole con cui gli rendo omaggio gli esprimano tutta la mia gratitudine.

Jean-Jacques Aillagon

Già Ministro e Presidente dell’«Etablissement public du musée et du domaine national de Versailles»

Alcuni documenti sul Petit Trianon:

Storia del Petit Trianon (Documento PDF) (1405 KB)
I lavori effettuati nel Petit Trianon – Il mecenatismo a Versailles (Documento PDF) (883 KB)
Novità per il Pubblico (Documento PDF) (3448 KB)
Informazioni pratiche (Documento PDF) (512 KB)

 

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